Perché ci piace scrivere

Ho sempre ammirato chi, ad ogni età, dica «Scrivo per necessità!». Esprime un bisogno –un desiderio autentico– di parlare di sé e del proprio mondo o di tematiche care. E non necessariamente in modo intimistico: magari per spiegare o per raccontare, una passione o un hobby. Ecco, collego questo bisogno ad una forma di espressione artistica e creativa a beneficio di tutti, più che all’intimismo
–spesso svalutato– del diario.

Quanti libri si pubblicano e si leggono in Italia ogni anno
Dati recenti indicano che gli italiani leggono davvero poco… Solo il 40% della popolazione legge, le femmine leggono più dei maschi (on ogni fascia d’età) , meno del 15% dei lettori legge più di 12 libri l’anno mentre la maggior parte ne legge al massimo 3 in media. I lettori più assidui sono nel nord Italia, distribuiti tra Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta.
E gli editori? In Italia gli editori sono circa 1500, tra grandi e piccoli editori  e pubblicano poco più di 61.000 nuovi libri l’anno, con una media di 50 ciascuno e differenze consistenti tra piccoli e grandi.

Ma cosa ci piace leggere… e scrivere?
I più letti sono i romanzi, seguiti dai libri di avventura e dai gialli. Poi la poesia e i testi teatrali. A parte resta la fetta di mercato costituita dalla narrativa per ragazzi e dai libri scolastici.
I nuovi autori italiani coprono tutti i generi letterari: romanzi, gialli e noir, racconti, poesia e saggistica.
È confortante apprendere che gli stimoli e le produzioni dei nuovi autori sono tanto diverse e con effetti –scritti– tanto vari.
La qualità, di scrittura e di costruzione di storie e personaggio, non è sempre omogenea, ma per un lettore attento, o anche vorace, non c’è da annoiarsi.
In definitiva ci piace leggere perché ci piace davvero scrivere. Dal biglietto d’auguri alla lettera d’amore, dal racconto per un bambino ai pensieri per progetti e sogni, fino alla lettera di presentazione per un nuovo lavoro scritta in modo unico, tutto nostro, per distinguerci dagli altri candidati. Chi ama la lettura e la scrittura procede a tutto tondo, anche se avrà sempre uno stile favorito.
La tazza del tè o del caffè accanto a noi mentre scriviamo o siamo immersi in una nuova lettura sarà la medesima. E, sempre più spesso, anche il pc se consideriamo che sono in aumento i lettori di e-book.

La bozza nel cassetto
La scrittura e poi la pubblicazione di un libro è un lavoro di lima, come dicevano i latini. Spesso si parte da una bozza che giace nel cassetto dopo una prima scrittura di getto: confrontandosi con colleghi, amici o il proprio editore, l’autore viene stimolato a riprenderla per farne un prodotto, anzi un bene disponibile per gli altri. Un bene da condividere, ecco: perché un buono scritto è sempre in grado di stimolare la mente, la fantasia, la discussione, la creatività e la proattività di altri.
E voi, avete una storia nel cassetto? Una storia che non sia solo una sequenza di parole –anche scritte molto bene– ma qualcosa che desiderate realmente condividere con altri?

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